MENABÒH

OUR STORIES

Siamo Menabòh ed è da qui che iniziamo.

By Gaia Rialti

07 maggio 2026

Siamo Menabòh ed è da qui che iniziamo.

Nel guardaroba di mia madre c’è un abito che ho ricordo da tutta la vita.

So esattamente come cade, il modo in cui il tessuto si muove quando lei apre la porta, il peso specifico che ha sull’appendiabiti. L’ho visto per tutta la vita senza mai davvero guardarlo, era semplicemente parte di lei, come un profumo che le appartiene.

Ad un certo punto ho cominciato a guardarlo diversamente.

Quel capo aveva vissuto: era stato scelto, indossato, conservato. Portava con sé il ricordo di una donna in un momento preciso della sua vita: chi era quando lo indossava, cosa sentiva, cosa conteneva quel giorno. Aveva assorbito tutto questo.

Stava aspettando di continuare a vivere.

La distinzione tra sostituire e continuare è l’essenza di ciò che facciamo.

Viviamo in un momento in cui siamo abituati a sostituire le cose. Indossi qualcosa qualche volta, perde il suo fascino, vai avanti. L’industria è costruita attorno a quel ciclo. Anche la conversazione sulla sostenibilità, che rispetto e seguo, spesso opera all’interno della stessa logica: consuma meno, ma consuma comunque.

Menabòh parte da un punto diverso. Parte dall’idea che alcuni capi non facciano parte di quel ciclo. Esistono in un registro completamente diverso, più vicino al modo in cui pensiamo alle fotografie, alle lettere, a certi oggetti che portiamo da una casa all’altra senza mai chiederci perché. Questi sono i pezzi che le persone portano da noi.

Non tutti vengono con l’abito di loro madre. Alcuni vengono con un cappotto che hanno amato per anni, un cappotto che li ha accompagnati attraverso città diverse, versioni diverse di sé stessi e che non riescono più a indossare così com’è, ma che non riescono a immaginare di abbandonare. Alcuni vengono con qualcosa di ereditato: la giacca di una nonna, il soprabito di un padre, pezzi arrivati già carichi della storia di qualcun altro, che non sono ancora del tutto loro, ma che sembrano troppo importanti per restare chiusi in un guardaroba. Alcuni vengono con qualcosa acquistato con vera intenzione, un pezzo bellissimo, scelto con cura, che in qualche modo non ha mai trovato il suo momento.

Quello che tutte queste persone hanno in comune è la sensazione intorno ad esso. Un pezzo che conta, e nessun posto dove portarlo. Nessun posto che capisca davvero che qualcosa può essere profondamente personale e pronto per qualcosa di nuovo allo stesso tempo.

Questo è il vuoto che Menabòh vuole colmare.

Ciò che facciamo, concretamente, è ridisegnare capi che hanno già vissuto.

Lavoriamo con la persona che ci porta il pezzo, capendo cosa significa per lei, cosa vuole che diventi, cosa deve essere preservato e cosa può cambiare. Ogni pezzo su cui lavoriamo è unico. La trasformazione è fatta a mano, con il tipo di attenzione che ha senso solo quando qualcosa conta già.

Noi ridisegniamo. L’idea che un archivio personale, intimo, fatto di capi che hanno accumulato significato nel tempo non sia un problema da risolvere né una collezione da smaltire è il nostro punto di partenza.

È un abito in un guardaroba. È il momento in cui guardi qualcosa che hai sempre conosciuto e capisci, per la prima volta, cosa è.

Questo è Menabòh. Siamo felici che tu sia qui.

Siamo Menabòh ed è da qui che iniziamo.